1946 – Umberto Dei Mod. Super leggero Pista N° 8051 – Raffaele Di Paco

Che dire di questa Dei la bici da pista più Bella che io abbia mai visto potente nel suo acciaio cromato e allo stesso tempo così fine in ogni suo particolare, dalle congiunzioni ai mozzi, dalla piega alla guarnitura, dalle decal a quei tre stupendi colori che richiamano il nostro Paese tutto rigorosamente Dei, tutto rigorosamente fatto a Milano “cun al cor e cun i man” e niente può rappresentarla meglio di una frase che spesso recitava il suo proprietario”Chi vuole arrivare secondo si metta alla mia ruota.”

Telaio – Dei

Guarnitura – Dei

Mozzi – Dei

Piega e Pipa – Dei

Sella – Dei

 

 

Annunci

2018 – Masi 3V -Yellow Tour

Telaio – Masi 3V tubi Columbus xcr

Gruppo – Campagnolo 12 V

Ruote – Campagnolo Bora Ultra

Special Guest :  Emilio

 

2018 – Masi Special in B & W – road

Telaio di nuova costruzione con tubi Columbus Spirit, scatola e testa forcella + GF+ , congiunzioni Masi

1901 – 2018 – Tentativo del Record dell’ora Eroico

Milano, 16 Giugno

In un caldo pomeriggio di Sabato si è svolto un insolito tentativo del record dell’ora. A cimentarsi nell’impresa sull’anello del mitico velodromo Vigorelli – Maspes, Luca De Ponti e Andrea Mangiagalli su un altrettanto insolito mezzo. Uno splendido tandem da allenamento Prinetti Stucchi  (https://charliecycles54.com/2016/01/16/1901-stucchi-tandem-milano/) messo a punto per l’occasione dal maestro Alberto Masi. Sull’anello del velodromo nell’arco dell’ora sono stati percorsi 35.670,64 metri

 

Early ’70 – Masi Special Stayer

Le bici degli stayer: uniche

Il ciclista stayer usava una bicicletta del tutto particolare. Il telaio era più corto del normale e, per stare il più vicino possibile alla motocicletta, la forcella era piegata all’indietro con la conseguente adozione di una ruota anteriore di dimensioni ridotte rispetto a quelle normali. Ovviamente venivano adottati rapporti … spaventosi. Il ciclista vestiva normali indumenti da pista con la sola aggiunta di un casco da motociclista.

Le velocità erano spaventose, il rumore delle vecchie moto all’interno del velodromo rimbombava assordante. Il pubblico tratteneva il fiato quando moto e ciclisti si sfioravano nei sorpassi ed emetteva un unanime “ohhhh” di dispiacere quando un ciclista “perdeva il rullo”, cioè si staccava dall’allenatore per poi riaccodarsi perdendo posizioni preziose. Però, forse, il momento più emozionante era quello della partenza. I ciclisti si posizionavano in fila secondo l’ordine di sorteggio, sostenuti dai massaggiatori o dai meccanici. Gli allenatori, pure disposti in fila secondo sorteggio, cominciavano ad inanellare giri a velocità crescente e sapientemente distanziati tra di loro. Allo sparo del direttore di corsa, i ciclisti venivano spinti per far loro vincere l’inerzia dovuta al rapportone. Le moto dovevano poi rallentare, scendendo verso la corda, per consentire ai ciclisti di accodarsi ed iniziare la corsa. Durante il rallentamento le vecchie motociclette emettevano suoni, rumori e scoppi irripetibili: ciack … puf … ciop … pataciak … cof … pof …ciaf. E poi via con la corsa.

Di Gianni Bertoli e Lorenzo Franzetti

da http://www.cyclemagazine.eu/cycle/2013/11/stayer-da-leggenda-nella-scia-degli-uomini-neri

Bicicletta collezione Dagnoni Dari Mec

 

1941 – Viscontea 2 Leve by Faliero Masi

Nel 1941 all’età di 33 anni Faliero approdava alla Viscontea come meccanico addetto al reparto corse, questa è una delle “macchine” costruite in quel periodo.

Telaio – Viscontea by Faliero Masi   61 x 58,5

Cambio – Campagnolo 2 leve

Freni – Universal Brev. 361666

Pedivelle – Magistroni

Corona – Viscontea

Pipa e Piega – Garavaglia ( artigiano in quel di Milano )

Sella – Brooks B17

Passacavo freno – prototipo Bianchi Ugo

 

 

2017 – La Ramata Ritorna

Sarà perché è un periodo in cui il vintage riscuote successo, sarà perché alcuni brand hanno la storia con la S maiuscola da cui attingere, ma a mio parere, questa riedizione del ” Gioiello Ramato ” è cosa più che azzeccata. Bellissimo l’effetto di verniciatura color rame che viene valorizzato dalle superfici più ampie del telaio, in carbonio, rispetto ai tubi in acciaio della ” vecchia ” ramata, e altrettanto bello l’effetto cromatura di  manubrio, forcella e carro posteriore, sempre per riprendere la livrea del vecchio modello e infine anche le bellissime scritte bianche, che dire Wiva l’Italia Libera e Redenta

N.B – IL modello cento10air in foto non è ancora stato preparato, manca di nastratura sul manubrio ed il canotto sella non è ancora stato messo in misura, personalmente la vedrei montata con gruppo campagnolo SR 11v e ruote Bora Dark in perfetto “made in Italy ” . La bicicletta è stata fornita da Bicisport Brunelli, rivenditore Wilier in quel di Parabiago SS 33 del Sempione

 

2017 – Argon 18 Gallium Pro Team Astana – by Bicisport Brunelli

Un’ altra bicicletta preparata nel negozio di biciclette di Massimo Brunelli a Parabiago partendo da un telaio e  da componentistica di eccellenza il tutto per raggiungere il peso di 6,115 kg

 

Telaio – Argon 18 Gallium Pro – Team Astana

Gruppo – Sram Red eTap

Ruote – Corima S+

Pipa & Piega – Zipp

Reggisella – Zipp

Sella – San Marco Aspide Carbon FX