1957 – Masi Speciale Corsa – Tonino Domenicali

Biciletta Masi Speciale Corsa da pista appartenuta a Tonino Domenicali costruita con tubi Reynolds.

A track’s Masi Speciale Corsa belonged to Tonino Domenicali and built With Reynolds tubes.

Telaio – Masi Speciale Corsa

Guarnitura – Magistroni

Pipa e Piega – Cinelli

Reggisella, Mozzi, Pedali – Campagnolo

Sella – Brooks Professional

Cerchi – Nisi

 

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1974 – Masi Gran Criterium – original condition

Bellissima Masi Gran Criterium portata nell’officina di Alberto per essere smontata e ripulita per tornare al suo originale splendore nonostante i 40 anni passati. Bicicletta completamente originale in tutti i suoi particolari, dalla verniciatura, classico champagne, a tutti i suoi componenti in particolare la guarnitura e il reggi sella pantografati Masi, le pedivelle e i manettini cambio alleggeriti. Unico pezzo non mantenuto originale la pipa 3 ttt pantografata Marnati.

Telaio – Masi Gran Criterium con forcella a doppia piastra

Gruppo – Campagnolo Nuovo Record

Cerchi – Martano

Guarnitura e Reggisela – personalizzati Masi

Sella – Cinelli Unicanitor

Pipa – 3 ttt con Logo Marnati

 

 

 

 

 

 

Late ’50 – Masi Special Man – Nervex

Dopo una Masi da donna, non poteva mancare una Special da passeggio da uomo, naturalmente con congiunzioni Nervex.

Telaio – Masi Special – congiunzioni Nervex

Cambio – Campagnolo Gran Sport

Mozzi – Campagnolo

Sella – Brooks

Pedivelle – Magistroni

Guarnitura – Masi

Pedali – Sheffield

Serie Sterzo e Movimento Centrale – BS

Pipa e Manubrio – Ambrosio e manopole in corno di animale

Freni – Universal

Campanello – Masi

Pompa – Silca

 

 

 

Early ’50 – Masi Milano Woman Superleggera

Commissionata  a Faliero, nei primissimi anni ’50, dal campione della pista Antonio Maspes per la moglie Liliana, questa bellissima bicicletta seppur destinata allo svago racchiude tutta l’esperienza maturata nelle biciclette da competizione del marchio Masi. Riportata al suo aspetto originale dalle mani di Alberto e la cura di Luca si possono notare i particolari che la rendono unica; la congiunzione del nodo sella adattata ad accogliere il solo tubo verticale, le congiunzioni del tubo superiore trasversale, la testa forcella, niente da invidiare a una Speciale Corsa.

 

Telaio – Masi Milano Donna

Cambio – Campagnolo Gran Sport

Mozzi – Campagnolo

Reggi sella – Campagnolo

Freni – Universal

Para catena – Simplex

Manubrio – Cinelli

Sella – Brooks

 

1968 – Masi Faema Eddy Merckx

Questa bicicletta FAEMA – MASI, con le incisioni – EM60 e 5 68 – apposte al movimento centrale e al piantone della forcella, è stata costruita nell’officina di via Arona ( Velodromo Vigorelli ) di Milano per Eddy Merckx nel 1968,  quando correva per la squadra FAEMA.

Lo speciale telaio possiede cinque bussole passanti per ciascuno dei due tubi del carro posteriore. Tale soluzione era stata concepita per irrigidire i tubi alle spinte e alle torsioni; in generale a tutte le sollecitazioni. Questa innovazione tecnica fu coperta da brevetto; risultava essere molto laboriosa e costosa, i telai che se ne avvalevano, di conseguenza, erano richiesti da una clientela estremamente esigente.

La testa della forcella in ghisa è una Fisher classica Masi impreziosita da due fresature di alleggerimento di notevole impatto estetico frutto di un raffinato lavoro manuale, un altra lavorazione a forma di cuore è stata eseguita anche sul nodo sella.

L’alberino dei freni non è imbullonato al telaio ma saldato, al fine di aumentare l’efficacia di frenata delle pinze Universal, che da li a pochi giorni sarebbero state soppiantate definitivamente da quelle Campagnolo. Anche questa una soluzione estrema, solo per il mondo delle corse, voluta per Eddy Merckx.

La bicicletta fu costruita per il Giro d’Italia del 1968 per le gare a cronometro.

Eddy la usò per la prima volta a cronometro a Montecatini nel ’68 e nel Giro d’Italia dello stesso anno. Memorabile fu la tappa delle tre cime di Lavaredo corsa sotto una tormenta di neve le cui immagini sono passate alla storia del ciclismo. In alcune di quelle immagini si può distinguere il carro posteriore della bicicletta speciale di Merckx.

La bicicletta è presente in questi giorni  al Museo Faema – Cimbali per la celebrazione dei settant’anni del marchio Faema, all’i inaugurazione ha presenziato Eddy assieme a Vittorio Adorni e il loro direttore sportivo ai tempi della Faema Marino Vigna.  ( Vedi post precedente Faema compie 70 anni ).

1968 – Masi Special – restored in Ferrari Red

Telaio  –  Masi Special 1968

Gruppo  –  Campagnolo Record, mozzi flangia alta senza scritta Record

Freni  –  Universal Mod.68

Pipa e Piega  –  3ttt

Sella  –  Brooks B17

Cerchi  –  Nisi

Collezione Stefano Bacchelli

2015 – Faema Compie 70 Anni

Qual è la differenza tra un marchio e un mito? Che cosa trasforma un nome in QUEL NOME le cui sonorità, anche se solo accennate, riescono a suscitare emozioni ed evocare ricordi del passato collettivo e personale?

L’intenso rapporto fra FAEMA e lo sport ha inizio nel 1950 quando Carlo Valente, patron dell’azienda, dà vita al GS FAEMA una polisportiva che allinea affermati pugili, rugbisti e cestisti oltre che a ciclisti dilettanti. Dopo 3 anni le scelte si orientano esclusivamente al ciclismo per allestire la squadra FAEMA rimasta nell’immaginario collettivo degli appassionati di ciclismo ancora oggi grazie alle impresi di campioni quali Charlie Gaul, Rik Van Looy, Gianni Motta fino ad arrivare all’epopea di Eddy Merckx.