Early ’70 – Masi Special Stayer

Le bici degli stayer: uniche

Il ciclista stayer usava una bicicletta del tutto particolare. Il telaio era più corto del normale e, per stare il più vicino possibile alla motocicletta, la forcella era piegata all’indietro con la conseguente adozione di una ruota anteriore di dimensioni ridotte rispetto a quelle normali. Ovviamente venivano adottati rapporti … spaventosi. Il ciclista vestiva normali indumenti da pista con la sola aggiunta di un casco da motociclista.

Le velocità erano spaventose, il rumore delle vecchie moto all’interno del velodromo rimbombava assordante. Il pubblico tratteneva il fiato quando moto e ciclisti si sfioravano nei sorpassi ed emetteva un unanime “ohhhh” di dispiacere quando un ciclista “perdeva il rullo”, cioè si staccava dall’allenatore per poi riaccodarsi perdendo posizioni preziose. Però, forse, il momento più emozionante era quello della partenza. I ciclisti si posizionavano in fila secondo l’ordine di sorteggio, sostenuti dai massaggiatori o dai meccanici. Gli allenatori, pure disposti in fila secondo sorteggio, cominciavano ad inanellare giri a velocità crescente e sapientemente distanziati tra di loro. Allo sparo del direttore di corsa, i ciclisti venivano spinti per far loro vincere l’inerzia dovuta al rapportone. Le moto dovevano poi rallentare, scendendo verso la corda, per consentire ai ciclisti di accodarsi ed iniziare la corsa. Durante il rallentamento le vecchie motociclette emettevano suoni, rumori e scoppi irripetibili: ciack … puf … ciop … pataciak … cof … pof …ciaf. E poi via con la corsa.

Di Gianni Bertoli e Lorenzo Franzetti

da http://www.cyclemagazine.eu/cycle/2013/11/stayer-da-leggenda-nella-scia-degli-uomini-neri

Bicicletta collezione Dagnoni Dari Mec

 

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1941 – Viscontea 2 Leve by Faliero Masi

Nel 1941 all’età di 33 anni Faliero approdava alla Viscontea come meccanico addetto al reparto corse, questa è una delle “macchine” costruite in quel periodo.

Telaio – Viscontea by Faliero Masi   61 x 58,5

Cambio – Campagnolo 2 leve

Freni – Universal Brev. 361666

Pedivelle – Magistroni

Corona – Viscontea

Pipa e Piega – Garavaglia ( artigiano in quel di Milano )

Sella – Brooks B17

Passacavo freno – prototipo Bianchi Ugo

 

 

2017 – La Ramata Ritorna

Sarà perché è un periodo in cui il vintage riscuote successo, sarà perché alcuni brand hanno la storia con la S maiuscola da cui attingere, ma a mio parere, questa riedizione del ” Gioiello Ramato ” è cosa più che azzeccata. Bellissimo l’effetto di verniciatura color rame che viene valorizzato dalle superfici più ampie del telaio, in carbonio, rispetto ai tubi in acciaio della ” vecchia ” ramata, e altrettanto bello l’effetto cromatura di  manubrio, forcella e carro posteriore, sempre per riprendere la livrea del vecchio modello e infine anche le bellissime scritte bianche, che dire Wiva l’Italia Libera e Redenta

N.B – IL modello cento10air in foto non è ancora stato preparato, manca di nastratura sul manubrio ed il canotto sella non è ancora stato messo in misura, personalmente la vedrei montata con gruppo campagnolo SR 11v e ruote Bora Dark in perfetto “made in Italy ” . La bicicletta è stata fornita da Bicisport Brunelli, rivenditore Wilier in quel di Parabiago SS 33 del Sempione

 

1970 – Masi Special custom

Bicicletta costruita a cavallo tra gli anni 60 e 70 come Special, riverniciata in un secondo momento con decal Gran Criterium. Particolare il carro posteriore con fessura per irrigidimento e il montaggio dei parafanghi per scelta del cliente. Esemplare unico la placca sui freni, era stata data in prova da Tullio Campagnolo ad Alberto Masi, serviva per il centraggio ma non è mai stata prodotta.

Collezione Simone D’Urbino

 

1989 – Atala Campagnolo Claudio Vandelli

Bicicletta del team Atala per prove su strada, nelle gare di ciclocross molto probabilmente Vandelli usava un telaio Alan ( molto usato in quel periodo nel ciclocross per la sua adattabilità ai terreni sconnessi ) marchiato Atala.

Collezione Thebikeplace

2016 – Masi Milano with Sram Red eTAP – Back to the Future

Non capita tutti i giorni di vedere una bicicletta così, un telaio old style, di nuova produzione, con il meglio della componentistica disponibile oggi sul mercato. Ebbene si anche questa volta il Maestro mi ha stupito, uno splendido telaio, naturalmente con tutti i componenti, congiunzioni, forcellini, forcella, dello scorso secolo, predisposto per ricevere il nuovo gruppo della Sram  “elettronico” . So che a tanti non piacerà, i puristi vedrebbero il telaio montato con un bel gruppo nuovo record, e le nuove generazioni vorrebbero l’eTap su un telaio di nuova produzione in carbonio, ma quando vedo i particolari del nodo sella tipo Cinelli ( per i più anziani) con il canotto sella Neos da 27.2, Cinelli, mi si apre il cuore e penso che il vecchio e il nuovo possono benissimo convivere assieme.

Bicicletta commissionata ad Alberto dal S.ig Vittorio. A lui il piacere delle sensazioni di pedalare su questa bicicletta.